(ma è proprio Intelligenza?)
di Rino Tringale
L’Asterisco
Alcuni mesi fa un amico (consulente finanziario) mi chiese di accompagnarlo ad un seminario organizzato da una grande Assicurazione italiana sul tema: “Intelligenza artificiale e settore assicurativo”.
In una gran bella sala (sotterranea, elegante e minimalista) trovai, su un piccolo palco, quattro funzionari dell’Assicurazione e, collegati da remoto, tre utenti:
. un ingegnere che utilizzava l’*Artificiale (sì, Asterisco, perché mi rifiuto di chiamare Intelligenza quel che – ad oggi – non è ben chiaro cosa sia e a cosa ci porterà in futuro ma che, di sicuro, per me, per via di quel che esporrò qui di seguito, non è affatto intelligenza) per monitorare e ottimizzare l’impiego di una grande flotta di veicoli di un’azienda di Trasporti e Logistica;
. un radiologo che usava l’Asterisco per esaminare, confrontare, incrociare e estrapolare radiografie e risonanze magnetiche;
. un analista finanziario che lo usava (l’Asterisco) per studiare i mercati borsistici ed estrapolare tendenze, statistiche, comparazioni e simulazioni fra varie epoche, mercati e contesti geopolitici diversi.
Ascoltai per oltre un’ora le mirabili imprese di cui, a detta dei tre utilizzatori, l’Asterisco si era reso protagonista nelle loro vite professionali. Di tanto in tanto mi guardavo intorno e coglievo negli sguardi dei presenti in sala espressioni di stupore miste a timore ad ammirazione.

Completati gli interventi in programma, dal palco, una funzionaria chiese se qualcuno del pubblico avesse domande.
Alzai la mano: “Signora, i vari interventi sono stati interessanti e istruttivi ma, mentre i relatori esponevano, io giocavo. Sì, ho giocato a sostituire il sostantivo intelligenza con il sostantivo capacità… e ha funzionato sempre. Ogni volta che voi tutti pronunciavate “intelligenza artificiale” io commutavo in “capacità artificiale”; e sa, ha funzionato sempre, per cui le chiedo – per favore – di spiegarmi in cosa ho sbagliato, in altre parole qual è la discriminante, che io ovviamente non ho colto, per cui avete usato il termine intelligenza invece di quello, di rango inferiore, di capacità?
Lo sguardo della funzionaria mi fece capire che non si aspettava una domanda tanto lontana dal seminato, ma ebbe la presenza di spirito sufficiente per riuscire a rispondere elegantemente senza, in pratica, rispondere.
Una volta che ebbe finito Le chiesi ancora: “Secondo lei, voi, l’intelligenza può esistere senza un corpo? Senza i sensi? Senza la fame, l’amore, l’odio, la paura di essere ucciso, la paura di morire di fame, il desiderio, la nostalgia…? Può esistere senza il senso del sacro o l’intuizione del divino?”

* * *
Di chi è l’Asterisco?
Domanda cruciale: “A chi appartiene l’Asterisco? Ai governi? Alla cosa pubblica?”.
Ad oggi tutte le etichette più blasonate di Asterisco appartengono:
. in Occidente a dei privati con facce (e relativi iperbolici patrimoni personali) ben note;
. in Cina a dei privati che però – in ogni caso – rispondono (sono sotto l’ombrello della cosa pubblica) al Partito Comunista Cinese.

Qual’è lo scopo dell’Asterisco?
Non speculiamo più di tanto sul futuro e guardiamo al passato comparando l’Asterisco a un recente, simile macrofenomeno altrettanto dirompente: la Globalizzazione.
La Globalizzazione non è stata promossa dalla cosa pubblica, dai governi, da organizzazione elette, ma dai gruppi economico-finanziari-parassitari dominanti.
Premesso che la Globalizzazione è stata resa attuabile (per la prima volta nei 200.000 anni di storia dei sapiens sapiens) dalla possibilità, a partire dai primi anni ’80 , di poter spedire in qualsiasi punto del pianeta:
. un’informazione in un millisecondo, con il click di un computer;
. un ingegnere, una spia, un terrorista, un prete, un battaglione… , in un giorno, con un aereo a lungo raggio;
. qualsiasi merce, innun mese, con una portacontainer;
La domanda è: “A cosa ha portato la Globalizzazione?”
A mio avviso ha portato, principalmente:
. alla creazione del Nemico Strategico degli Stati Uniti: la Cina che, con la filosofia del piegati giunco, che passa la piena, è riuscita a trasformarsi in pochi decenni da paese allo sbando e alla fame in superpotenza politica, economica, scientifica e militare;
. alla distruzione del tessuto industriale occidentale e delle catene del valore (l’insieme, la coesistenza cioè, di politica nazionale>scienza>tecnologia>materie prime>forza lavoro);
. la distruzione, materiale e morale, della Classe Produttiva, la Classe Media, la vera forza dell’Occidente;
. l’iperbolico arricchimento di un ristrettissimo numero di entità (gruppi finanziari speculativi, Apple con i telefonini fabbricati da Foxconn a Taiwan e in Cina, Armani con i disegni trasformati in merce in Cina, Vietnam, Bangladesh e così via);
. la forte riduzione dei gettiti fiscali nei paesi occidentali, dovuta alla rilocazione della produzione industriale in paesi con bassissimi salari e alte percentuali di nuovi schiavi, e il conseguente smantellamento della solidarietà sociale;

Guardando la scia, quindi, lo scopo dell’Asterisco è – presumo – assicurare controllo sociale e generare profitti a beneficio dei soliti pochi.
* * *
I “bisogni” dell’Asterisco?
“Il bisogno aguzza l’ingegno” recita il proverbio.
Quali sono i bisogni dell’Asterisco? Una monofase (100-240) Volt a (50-60) Hertz? O una trifase 400 Volt sempre a (50-60) Hertz o, addirittura, una a -48 VDC?
L’Intelligenza di Vasilij Aleksandrovič Archipov e di Stanislav Evgrafovič Petrov
Nel 1962, durante la crisi di Cuba, in qualità di comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59, Arkhipov si oppose al lancio di un missile nucleare, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta sfociare in un conflitto nucleare fra URSS e USA salvando, di fatto, il mondo.
Il 26 settembre 1983 il tenente colonnello Petrov era di turno al Centro di Controllo Serphukov 15 (nei dintorni di Mosca). Quando, verso mezzanotte, gli schermi mostrarono le tracce di cinque missili diretti verso l’URSS lui, incrociando buonsenso e avendo ben presente i problemi tecnici dei satelliti e dei radar di rilevamento precoce, decise di non trasmettere l’allarme ai suoi superiori evitando in tal modo una risposta nucleare e salvando, di fatto, il mondo.
Mi piace pensare che Arkhipov e Petrov abbiano agito in tal modo – forse – per la paura di morire, per il ricordo del profumo di un fiore, per la nostalgia di un ricordo d’infanzia, per lo sguardo di una donna, di una figlia, di un figlio, per una poesia di Puškin, per un romanzo di Dostoevskij, per…
Mi sono chiesto, spesso, se, in qualche riga di programma di un qualsiasi Asterisco Artificiale sia possibile insinuare uno qualsiasi di tali semi.


Vassilij e Stanislav, figli del Totalitarismo, capaci di andare oltre le linee di programma.
* * *
L’Intelligenza di Albert e Milena
Albert Einstein e Mileva Marić osarono pensare che lo scorrere del tempo non è assoluto ma relativo, dipendente cioè dalla velocità dell’osservatore. In altre parole il tempo può scorrere più lentamente, o più velocemente, a seconda della velocità dell’osservatore. Non solo, osarono anche pensare che la Massa deforma lo Spazio. Per essere geniali come Einstein e Marić, l’Asterisco dovrebbe:
. o essere dotato di genialità iniettata dai programmatori (ipotesi per me non sostenibile);
. o generare, in proprio, partendo dalla non genialità delle righe di programma, una propria spontanea genialità (men che meno sostenibile… sempre a mio avviso).

La Meccanica Quantistica
La Meccanica Quantistica (figlia di molti padri, quasi tutti ebrei) afferma che il sasso (la particella) e l’onda… sono la stessa cosa e che non si può sapere in anticipo se, nel momento della misurazione, l’entità sasso/onda si rivelerà come sasso o come onda. La Meccanica Quantistica, che indaga il micromondo delle particelle elementari, distrugge molte certezze del macromondo in cui noi viviamo per rivelare che esistono realtà altre non computabili a priori.
Non vedo, in qualsiasi modo si consideri la situazione, come l’Asterisco, una macchina, potrebbe arrivare a tanta spregiudicatezza, fantasia e genialità.
L’Intelligenza e l’Umanità (naturali) di Ettore Majorana
Enrico Fermi ebbe a dire: “Al mondo ci sono pochi ottimi fisici… poi ci sono i geni come Galileo, Newton e Majorana”. Majorana, personaggio sui generis, fisico teorico che si occupava di Fisica Nucleare e Meccanica Quantistica Relativistica, che ha dato contributi fondamentali alla Scienza, decise di scomparire a trentadue anni. Una delle ipotesi sul motivo della scomparsa era il tormento che gli procurava rendersi conto che le ricerche di Fisica Nucleare avrebbero potuto condurre alla costruzione di una bomba apocalittica. Così fosse Majorana coniugò indubbiamente audace Intelligenza e rara Umanità (entrambe Naturali).

Cartelli stradali
Ammazzare, scannare, sventrare, impalare, bruciare, squartare, assassinare… giustiziare portano tutti allo stesso risultato, ma inducono emozioni diverse. In altre parole le parole non sono mai neutre, sono – sempre – dei cartelli stradali mentali. Tornando quindi all’inizio di questo scritto: perché viene imposto l’uso del sostantivo intelligenza invece del sostantivo capacità?
Questo fatto mi rimanda alla Lettera rubata di Edgar Allan Poe, dove tutti cercano la lettera senza trovarla perché è stata dissimulata, in bella vista, su un mobile nel bel mezzo alla stanza. Si usa forse il sostantivo Intelligenza per impedire di pensare? Per dare patente di intelligenza a qualcosa che servirà ad altro e che intelligenza non è?
Suicidismo
L’ultimo, e più recente -ismo dell’Occidente, dopo l’Illuminismo, il Romanticismo, il Socialismo, il Fascismo, il Nazismo, il Comunismo, il Consumismo, il Nichilismo, è il Suicidismo.
Gli Stati Uniti, dalla loro costituzione, due secoli fa, hanno avviato innumerevoli guerre in tutto il mondo.
Per cosa?
Per un maggior benessere del popolo? O per l’ulteriore arricchimento dei gruppi al potere?



Il coefficiente di Gini indica la diseguaglianza nella distribuzione di una grandezza e può assumere valori fra 1 e 0. Uno indica che tutta la torta viene mangiata da una sola persona. Zero significa che tutte le persone ricevono la stessa porzione. Ho fatto delle ricerche sommarie (e incomplete) sugli effetti delle innumerevoli guerre scatenate dagli USA. Sembrerebbe che negli States la diseguaglianza economica e l’ingiustizia sociale, guerra dopo guerra, siano aumentate.
Il suicidio dell’Occidente è conseguenza del fatto che ogni Valore e Principio è stato sacrificato sulla bancarella del profitto.

L’Asterisco non è necessario?
Al contrario è assolutamente necessario in molti ambiti operativi, organizzativi e gestionali ma, come qualsiasi strumento potente, dovrebbe essere usato per il bene dell’Umanità.
L’Asterisco e la sostenibilità
Più, e prima, dell’impatto sociale, energetico, economico, occupazionale e così via l’Asterisco è, e sarà, insostenibile per il concetto stesso di Umanità.
A pagare, come per la globalizzazione, saremo la quasi totalità di tutti noi e, per primi – come diceva Sciascia – quelli stessi che, tentando di compiacere il Potere, pensano di essere al riparo dalle mire del Potere. In primis ingegneri, militari, poliziotti, propagandisti, politicanti…
* * *
Conclusione?
Difficile da riassumere in poche righe.
Forse gli obiettivi ultimi dell’Asterisco dovrebbero essere fissati dalla Umanità Naturale (merce rara in questo mondo sperso, fragile e complesso), dalla Giustizia Sociale, dal Ne quid nimis dei latini, dalla valutazione dei risultati non solo a breve, ma anche a medio e lungo periodo, mentre l’attuazione, i meccanismi, dovrebbero essere governati proprio dall’Asterisco Artificiale.
Spesso gli amici mi dicono che sono un’ottimista/idealista affermando che la Tecnologia sarà sempre usata per gli interessi di parte e il tornaconto di pochi. Io rispondo che hanno ragione… ma non sempre.
Pensate a un grande aeroporto dove decine di aerei atterrano e decollano ogni ora, dove decine di aerei, in circolo, volteggiano sopra in attesa di atterrare. In quel contesto la sicurezza, la competenza, l’interesse comune, la puntualità, l’efficienza economica sono l’obiettivo a cui è piegata la Tecnologia. Non c’è posto per la propaganda, la corruzione, l’ideologia, l’interesse di parte.

Concludo… citandomi.
In 2034 – Shackleton e le due metafore (il mio terzo libro) ho affrontato proprio i temi di questo scritto.
È un’opera di fantasia, ma i temi trattati, il contesto generale, affondano nel reale e il finale verso cui si dirige il romanzo è… quantistico. Sempre in bilico, fino alla fine, fra una terribile distopia e un’auspicabile utopia.
VÉASE TAMBIÉN
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