Il sociologo Omar Aktouf, scomparso qualche mese fa, ha sostenuto, fin dagli anni ’80 del secolo scorso, che il sostanziale fallimento della scuola contemporanea si deve al fatto che essenzialmente essa si prefigge il compito di preparare figure da immettere nel mercato del lavoro. Ma – rifletteva lo studioso – se da un parte personaggi come Aristotele e Victor Hugo in nessun momento storico avrebbero potuto essere inseriti nel mercato del lavoro, dall’altra senza individui così l’umanità vivrebbe in una condizione ferina. Sarebbe l’umanità senza memoria e con un’etica svuotata di qualsiasi significato che oggi si profila all’orizzonte.
Della crisi del sistema scolastico – e in particolare di quello italiano – abbiamo parlato con Raffaella Imbriaco, scrittrice ed ex insegnante.
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